TEMPO SOSPESO DEL VOLO - LA VICENDA

Prima di tutto, uno spazio comune per gli esecutori e per il pubblico.

Al centro di questo spazio, le due poltrone d'aereo dell'ultimo volo di Giovanni e Francesca Falcone, sospese alla forza fantastica di un grande specchio.

Gli spettatori – come gli stessi protagonisti - avranno della vicenda una visione frammentaria, spesso duplice; grazie all'uso di piattaforme mobili, saranno talvolta letteralmente inghiottiti dall'azione.

I musicisti e il coro - presenti ma non partecipi dell'azione - amplificati dalla diffusione acustica a 10 canali e filtrati dal live-electronics, daranno vita a un ambiente sonoro anch'esso sospeso, come sospesi nel grande specchio saranno i cantanti, gli attori e il pubblico.

In questo spazio le parole del libretto, parole già pronunciate nel passato, avranno una nuova vita, una definizione immediata che le renderà parole di teatro.

Accanto a Giovanni Falcone, un vuoto accoglierà il ricordo di Francesca Morvillo; attorno al Giudice, figure sfuggenti che cambiano di continuo funzione, sempre comunque contrastandone l'opera.

Vicino a lui un testimone, che chiamerà gli spettatori a partecipare e sarà il tramite tra la vicenda ed il pubblico.

Tempo sospeso per intravedere, spiare, essere inghiottiti dalle parole che riguardano la vita di Giovanni Falcone.

Tempo sospeso dell'ultimo viaggio, viaggio del corpo nell'aereo ma anche dell'anima che si allontana dal corpo dilaniato.

Tempo sospeso per ricordare assieme, per ricostruire una possibile memoria condivisa attraverso la forza del teatro che racconta la nostra storia.

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